Flussi di lavoro proteomici con digestione proteica ad alta capacità di trattamento
La proteomica è un campo essenziale per comprendere i processi e i sistemi biologici, e la digestione proteica costituisce una fase cruciale dei suoi flussi di lavoro. Tradizionalmente, la digestione proteica viene eseguita in soluzione utilizzando enzimi proteolitici come la tripsina, che idrolizza specificamente i legami peptidici in corrispondenza dei residui di lisina e arginina. Questo processo genera peptidi particolarmente adatti alla ionizzazione e alla frammentazione nelle applicazioni di spettrometria di massa (MS). Tuttavia, i metodi di digestione convenzionali richiedono 12–24 ore per completare il processo, creando notevoli colli di bottiglia nei flussi di lavoro proteomici.
La sonicazione offre una potente alternativa, riducendo drasticamente i tempi di digestione da ore a pochi minuti. Abbinata a sonicatori avanzati per più campioni, come Hielscher CupHorn, VialTweeter e il sonicatore per piastre a 96 pozzetti UIP400MTP, la sonicazione consente di accelerare le analisi proteomiche e di trattare un elevato numero di campioni. Queste tecnologie semplificano i flussi di lavoro, riducendo i tempi di preparazione dei campioni e aumentando l’efficienza senza compromettere la riproducibilità o la qualità dei dati.
Il ruolo dell’energia ultrasonica nella digestione proteica
La sonicazione impiega onde ultrasoniche focalizzate per creare cavitazione – microbolle localizzate che collassano generando intense forze di taglio. Questo fenomeno migliora il trasferimento di massa, favorisce la miscelazione degli enzimi con i substrati e provoca il dispiegamento delle strutture proteiche, esponendo i siti di scissione agli enzimi proteolitici come la tripsina.
Il risultato? Una riduzione significativa dei tempi di digestione senza compromettere l’efficienza o la riproducibilità.
Digestione proteolitica potenziata dagli ultrasuoni: metodologia e risultati
Protocollo di digestione accelerata
La digestione assistita da ultrasuoni combina enzimi proteolitici ed energia ultrasonica per accelerare i flussi di lavoro. Ad esempio, utilizzando Hielscher UP200St-CupHorn (200 W, 26 kHz), il flusso di lavoro per la digestione procede come segue:
- Riduzione: i campioni proteici (0,5 mg/mL, 20 µL) vengono trattati con DTT (2 µL, 110 mM) in tampone bicarbonato di ammonio (12,5 mM). La sonicazione viene applicata al 50% di ampiezza per 5 minuti.
- Alchilazione: dopo l’aggiunta di IAA (2 µL, 400 mM), la sonicazione viene ripetuta nelle stesse condizioni.
- Digestione: i campioni vengono diluiti e incubati con nanoparticelle su cui è immobilizzata la tripsina. Un ciclo finale di sonicazione (5 minuti) completa la digestione. I peptidi vengono separati, essiccati e conservati per l’analisi MS.
Questo metodo a ultrasuoni riduce il tempo totale di preparazione da 12 ore a meno di 30 minuti. Nonostante l’accelerazione del processo, la resa e la qualità dei peptidi rimangono comparabili a quelle dei metodi tradizionali con incubazione notturna.
Efficienza della digestione proteica mediante ultrasuoni
Negli studi comparativi condotti utilizzando proteomi di E. coli:
- Identificazione delle proteine: Nei campioni digeriti mediante ultrasuoni sono state identificate 777 proteine in 5 minuti, rispetto a 817 in 12 ore. Le identificazioni proteiche comuni ai due metodi superavano il 70%.
- Riproducibilità: Le analisi replicate hanno mostrato valori di correlazione superiori al 98% all’interno di ciascun metodo, dimostrandone l’affidabilità.
- Selettività: Ciascun metodo ha digerito preferenzialmente determinate proteine: la digestione mediante ultrasuoni ha favorito 65 proteine, mentre quella con incubazione notturna ne ha favorite 54. Queste sottili differenze evidenziano il potenziale peculiare della sonicazione per applicazioni specifiche.
Risultati della quantificazione proteica senza marcatura di sette proteine aggiunte a un
campione di E. coli. Le seguenti proteine sono state aggiunte a due livelli diversi, come indicato nella colonna
denominata “Theo Ratio”. Theo Ratio è il rapporto teorico tra i due livelli utilizzati in questo
esperimento. Albumina sierica bovina (ALBU), β-lattoglobulina (LACB), caseina α-S1 (CASA1),
caseina α-S2 (CASA2), citocromo c (CYC), ovalbumina (OVAL) e anidrasi carbonica 2
(CAH2). I rapporti sono stati calcolati utilizzando le intensità proteiche LFQ ottenute dall’analisi
con MaxQuant. Il test t di Student è stato applicato per confrontare i valori ottenuti con ciascun metodo (p>0,01, n=3, t-teorico=4,6).
Studio e grafico: © Martins et al., 2019)
Tripsina immobilizzata su nanoparticelle
L’integrazione di nanoparticelle su cui è immobilizzata la tripsina (ad es. T-FMNPs) con la sonicazione migliora ulteriormente i flussi di lavoro proteomici. Queste nanoparticelle offrono un’elevata superficie per le interazioni enzima-substrato, aumentando l’efficienza. Applicato a proteomi complessi, come quello di E. coli, il metodo combinato consente di ottenere:
- Rapidità: Digestione completa entro 5 minuti.
- Accuratezza: Quantificazione proteica comparabile a quella dei metodi tradizionali (p > 0,01, n=3).
- Scalabilità: L’adattamento a piattaforme multipozzetto come UIP400MTP consente il trattamento di un elevato numero di campioni.
Fai clic qui per il protocollo dettagliato con istruzioni passo per passo!
(cfr. Martins et al., 2019)
Digestione proteolitica ad alta velocità e con elevata capacità di trattamento dei campioni mediante i sonicatori Hielscher
I migliori modelli di sonicatore per la proteomica
Hielscher Ultrasonics offre vari modelli di sonicatore per la preparazione simultanea di più campioni, agevolando i flussi di lavoro con elevata capacità di trattamento dei campioni. Che tu lavori con flaconcini, provette, piastre multipozzetto (ad es. piastre a 6, 24 o 96 pozzetti) o piastre di Petri – ti offriamo i sonicatori ideali per i tuoi esperimenti.
Sonicatore per piastre multipozzetto UIP400MTP
Per la massima capacità di trattamento dei campioni, UIP400MTP consente di trattare mediante ultrasuoni piastre a 96 pozzetti. Compatibile con qualsiasi micropiastra standard, UIP400MTP non richiede costosi materiali monouso proprietari e ti lascia la libertà di scegliere la piastra multipozzetto più adatta alla tua ricerca. Distribuendo uniformemente l’energia su tutta la piastra, consente la rapida riduzione, alchilazione e digestione di un massimo di 200 proteomi complessi in appena 1 ora. Questo livello di automazione ed efficienza è fondamentale per la proteomica ad alta capacità di trattamento dei campioni e per le applicazioni cliniche. Scopri di più sul sonicatore per piastre multipozzetto!
VialTweeter
VialTweeter è progettato per i laboratori che richiedono la sonicazione simultanea di un massimo di 10 flaconcini o provette. Il suo approccio non invasivo elimina i rischi di contaminazione crociata, garantendo al contempo una digestione proteica riproducibile. Questo dispositivo è ideale per i ricercatori che lavorano con volumi limitati di campione o con diverse tipologie di campioni.
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Hielscher UP200St-CupHorn
Il sonicatore CupHorn è un potente dispositivo progettato per il trattamento simultaneo di più campioni in contenitori sigillati. Garantisce una distribuzione uniforme dell’energia ultrasonica e un controllo preciso della temperatura. La capacità di trattare fino a cinque campioni contemporaneamente, unita alla compatibilità con flussi di lavoro che prevedono riduzione, alchilazione e digestione, rende CupHorn uno strumento affidabile per la proteomica basata sulla MS.
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Protocollo passo per passo per la digestione proteolitica assistita da ultrasuoni utilizzando tripsina immobilizzata su nanoparticelle
Questo protocollo di Martins et al. (2019) è ottimizzato per la digestione proteica rapida utilizzando energia ultrasonica e tripsina immobilizzata su nanoparticelle (T-FMNPs). Le fasi descritte garantiscono una riduzione, un’alchilazione e una proteolisi efficienti, adatte alle applicazioni di spettrometria di massa (MS).
Fasi del protocollo
- Riduzione dei legami disolfuro
- Aggiungere 2 µL di soluzione di DTT (110 mM) al campione proteico di 20 µL (0,5 mg/mL) in tampone AmBic.
- Posizionare la provetta del campione nel sonoreattore UP200St-CupHorn.
- Sonicare il campione per 2,5 minuti al 50% di ampiezza (200 W, 26 kHz).
- Interrompere brevemente per consentire il raffreddamento, quindi sonicare per altri 2,5 minuti nelle stesse condizioni.
- Alchilazione dei residui di cisteina ridotti
- Aggiungere 2 µL di soluzione di IAA (400 mM) al campione proteico ridotto.
- Sonicare per 2,5 minuti al 50% di ampiezza per facilitare l’alchilazione.
- Interrompere per consentire il raffreddamento, quindi sonicare per ulteriori 2,5 minuti.
Nota: ridurre al minimo l’esposizione del campione alchilato alla luce per prevenire la degradazione dello IAA.
- Diluizione del campione
- Diluire il campione proteico alchilato fino a un volume finale di 100 µL utilizzando tampone AmBic 25 mM contenente il 4% di acetonitrile (v/v).
- Miscelare accuratamente pipettando delicatamente.
- Digestione proteolitica con tripsina immobilizzata su nanoparticelle
- Aggiungere 20 µL di soluzione di T-FMNP (3 mg/mL) al campione proteico diluito.
- Sonicare la miscela nel sonoreattore per 2,5 minuti al 50% di ampiezza.
- Interrompere per consentire il raffreddamento, quindi sonicare per altri 2,5 minuti nelle stesse condizioni.
- Separazione delle nanoparticelle con tripsina
- Utilizzare un magnete per separare le T-FMNPs dal surnatante contenente i peptidi derivati dalla digestione.
- Trasferire il surnatante in una nuova provetta per microcentrifuga.
- Preparazione dei peptidi per l’analisi MS
- Essiccare il surnatante contenente i peptidi in una centrifuga sotto vuoto.
- Conservare i peptidi essiccati a -20°C fino alla successiva analisi mediante spettrometria di massa.
Bibliografia / Riferimenti
- FactSheet UIP400MTP Multi-well Plate Sonicator – Non-Contact Sonicator – Hielscher Ultrasonics
- FactSheet UIP550MTP Multi-well Plate Sonicator – Non-Contact Sonicator – Hielscher Ultrasonics
- FactSheet VialTweeter Multi-Tube Sonicator – Non-Contact Sonicator – Hielscher Ultrasonics
- Gonçalo Martins, Javier Fernández-Lodeiro, Jamila Djafari, Carlos Lodeiro, J.L. Capelo, Hugo M. Santos (2019): Label-free protein quantification after ultrafast digestion of complex proteomes using ultrasonic energy and immobilized-trypsin magnetic nanoparticles. Talanta, Volume 196, 2019. 262-270.
- Lauren E. Cruchley-Fuge, Martin R. Jones, Ossama Edbali, Gavin R. Lloyd, Ralf J. M. Weber, Andrew D. Southam, Mark R. Viant (2024): Automated extraction of adherent cell lines from 24-well and 96-well plates for multi-omics analysis using the Hielscher UIP400MTP sonicator and Beckman Coulter i7 liquid handling workstation. Metabomeeting 2024, University of Liverpool, 26-28th November 2024.
- Cosenza-Contreras M, Seredynska A, Vogele D, Pinter N, Brombacher E, Cueto RF, Dinh TJ, Bernhard P, Rogg M, Liu J, Willems P, Stael S, Huesgen PF, Kuehn EW, Kreutz C, Schell C, Schilling O. (2024): TermineR: Extracting information on endogenous proteolytic processing from shotgun proteomics data. Proteomics. 2024.
Domande frequenti
Quali sono le 5 fasi dell’analisi del proteoma?
Le cinque fasi dell’analisi del proteoma sono: (1) estrazione delle proteine, in cui le proteine vengono isolate dai campioni biologici utilizzando tamponi di lisi; (2) separazione delle proteine, generalmente ottenuta mediante tecniche come l’elettroforesi su gel o la cromatografia liquida per separare i componenti di miscele complesse; (3) digestione delle proteine, in cui le proteine vengono scisse enzimaticamente in peptidi, spesso utilizzando la tripsina; (4) analisi mediante spettrometria di massa, in cui i peptidi vengono ionizzati, frammentati e analizzati per determinarne la massa e la sequenza; e (5) analisi dei dati, in cui strumenti bioinformatici identificano e quantificano le proteine sulla base dei dati di spettrometria di massa, fornendo informazioni sul proteoma.
Che cos’è la digestione proteolitica?
La digestione proteolitica è il processo enzimatico mediante il quale le proteine vengono idrolizzate in peptidi più piccoli o amminoacidi attraverso la scissione dei legami peptidici, generalmente facilitata da enzimi proteolitici.
Quali sono i 3 enzimi proteolitici?
I tre principali enzimi proteolitici sono la tripsina, la chimotripsina e la pepsina, ciascuno con una propria specificità di substrato e condizioni ottimali di attività.
Quali sono i metodi per la proteolisi?
I metodi per la proteolisi comprendono la digestione enzimatica (ad es. utilizzando tripsina o altre proteasi), la scissione chimica (ad es. con bromuro di cianogeno per i residui di metionina) e metodi fisici come la sonicazione per potenziare l’attività enzimatica.
Che cosa inibisce la proteolisi?
La proteolisi può essere inibita da inibitori delle proteasi, come il fluoruro di fenilmetilsolfonile (PMSF) o l’acido etilendiamminotetraacetico (EDTA), da fattori ambientali come valori estremi di pH o temperatura, oppure dall’assenza dei cofattori necessari per l’attività delle proteasi.
Hielscher Ultrasonics produce omogeneizzatori a ultrasuoni ad alte prestazioni di dimensioni che vanno da quelle per laboratorio a quelle industriali.


